PP-ICON / Plant-Pollinator Integrated CONservation approach: a demonstrative proposal – LIFE09/NAT/IT000212

declino impollinatori

Esistono prove evidenti di un crescente declino degli impollinatori selvatici, sia in termini di numero di individui per specie, sia di numero di specie, alcune delle quali sono destinate all’estinzione in diverse regioni.

Vi sono numerose cause alla base di questo declino, tra cui i cambiamenti climatici, il mutamento nell’uso del suolo, la frammentazione degli habitat, l’uso dei pesticidi in agricoltura e l’inquinamento dell’ambiente in generale. Tuttavia le cause più comuni e diffuse per il declino di una specie di impollinatore sono la scarsità di risorse mellifere e di luoghi di nidificazione.

 

Scarsità di risorse mellifere

Le colonie di bombi sono attive da marzo a settembre e per questo motivo necessitano di una successione continua di fioriture. Inoltre i bombi, al contrario delle api, non accumulano grandi quantità di nettare e polline nel nido e pertanto sono estremamente vulnerabili alla discontinuità di risorse mellifere. La fase di fondazione del nido è quella più sensibile, allorché la regina da sola deve raccogliere scorte sufficienti per nutrire il primo gruppo di larve; pertanto la disponibilità di risorse in questo periodo è essenziale.
Le api solitarie sono perlopiù univoltine e hanno un ciclo di vita breve, spesso di soli uno o due mesi. Di conseguenza, la disponibilità di piante mellifere in fiore durante il periodo di volo di una specie è essenziale non solo per assicurare il sostentamento delle femmine, ma anche per garantire la sopravvivenza stessa della specie nell’area. Inoltre, la maggioranza delle specie di api solitarie è oligolettica, il che significa che può bottinare su un numero limitato di specie botaniche. Il declino o la scomparsa di una o più di queste specie botaniche può portare alla conseguente scomparsa della specie impollinatrice, e viceversa.
Il destino delle piante e dei loro Apoidei impollinatori è strettamente interconnesso: se gli impollinatori diminuiscono, le piante da questi impollinate produrranno meno semi e vi sarà di conseguenza un numero inferiore di fiori nell’anno successivo; questo a sua volta porterà un ulteriore calo nel numero di impollinatori. Questa situazione, denominata “vortice di estinzione” nella quale due o più specie mutualmente dipendenti l’una dall’altra si conducono a vicenda verso l’estinzione, è stata recentemente descritta per un numero sempre crescente di associazioni pianta-impollinatore.

 

Scarsità di siti di nidificazione

La scarsità di siti di nidificazione è una minaccia grave e diffusa soprattutto nelle aree ad agricoltura intensiva, dove i substrati nidificazione per le specie di api solitarie che nidificano in cavità sono scarse e dove l’assenza di siepi e corridoi tra le coltivazioni impedisce a molte specie di trovare luoghi idonei per la nidificazione.
Inoltre alcune api solitarie necessitano di materiali o sostanze specifiche per la costruzione del nido: alcune specie diMegachile usano ritagliare pezzi circolari dei lembi fogliari delle Rosaceae per rivestire internamente le cavità; alcune specie diChalicodoma necessitano di sali minerali per rinforzare il nido; altre specie di Megachilidi, come quelle del genere Heriades, utilizzano resine vegetali o gomme per sigillare le celle larvali. La scarsità o l’assenza di queste sostanze in un’area può causare il declino o la scomparsa della specie, che non è più in grado di edificare il proprio nido.