PP-ICON / Plant-Pollinator Integrated CONservation approach: a demonstrative proposal – LIFE09/NAT/IT000212

api solitarie

Biologia ed ecologia

Le api solitarie sono Apoidei in cui ogni singola femmina è fertile e in grado di fondare un nido individuale fabbricandoselo da sé. Alcune di queste api vengono definite gregarie, in quanto le femmine preferiscono costruire nidi vicino ad altre della stessa specie. In alcune specie, invece, più femmine condividono lo stesso nido, sebbene ciascuna di esse fabbrichi e approvvigioni le sue celle larvali in modo indipendente dalle altre. In alcuni gruppi di api solitarie (es. Halictidae) sono inoltre presenti fenomeni di socialità a diversi livelli di complessità.
Le api solitarie solitamente nidificano in cavità preesistenti, come canne o rametti cavi, fori nel legno o nelle pietre, gallerie nel terreno; talvolta però possono scavare essi stessi nuove gallerie.
Le api solitarie sono spesso oligolettiche, in quanto raccolgono polline solo da una o poche specie o generi di piante, a differenza delle api melliferee dei bombi, che sono generalisti.

 

Il ciclo vitale

Il ciclo vitale degli Apoidei solitari inizia in primavera/estate (a seconda della specie) quando i maschi e le femmine escono dal bozzolo e si accoppiano. Nella maggioranza delle specie il maschio esce prima della femmina (proterandria). Dopo l’accoppiamento, la femmina va alla ricerca di una cavità appropriata per costruire il nido, talvolta utilizzando la stessa dalla quale è fuoriuscita. Essa prepara numerose celle sequenziali lungo la cavità, utilizzando materiali di vario tipo (pezzi di foglie, resina, legno marcescente o altri materiali, a seconda della specie), quindi riempie ogni cella con un misto di polline e nettare, vi depone un uovo e infine chiude la cella utilizzando gli stessi materiali.
Una volta che le uova sono state deposte, la femmina non si prende cura della covata e cessa di portare scorte nel nido; nell’arco della sua vita essa costruisce solitamente uno o due nidi. Le prime uova deposte lungo il tunnel sono quelle fecondate che si svilupperanno in femmine, mentre le ultime sono quelle non fecondate che daranno origine a maschi. Pertanto, i maschi si trovano sempre nelle celle più esterne e sfarfallano prima delle femmine, in modo tale da essere già presenti all’uscita delle femmine dagli altri nidi e aumentare così la possibilità di incontro e di accoppiamento.
La maggior parte delle specie presenta una sola generazione all’anno (specie univoltine), ma alcune possono averne anche più di una (specie polivoltine).

 

Tassonomia e distribuzione

Le api solitarie appartengono alla superfamiglia Apoidea e a 7 famiglie: Colletidae, Andrenidae, Halictidae, Melittidae, Megachilidae, Antophoridae e Apidae. Esse comprendono esemplari dalle dimensioni estremamente variabili, dai 4 mm di alcuni Colletidae e Halictidae ai 30 mm del genere Xylocopa(Apidae). I membri della famiglia Megachilidae sono distinguibili dagli altri per la presenza di una peculiare struttura di raccolta del polline, detta scopa ventrale, localizzata nella parte ventrale dell’addome, anziché nelle zampe posteriori come la corbicula (o cestella) presente nelle api appartenenti alle altre famiglie.
In base a stime recenti, il numero di specie di api solitarie nel mondo si aggira sui 20.000 – 25.000. In Italia sono state identificate oltre 960 specie, che rappresentano più di un terzo del numero totale delle specie presenti in Europa. Infatti le api solitarie sono più comuni ed abbondanti nelle regioni caldo-temperate e semi aride del globo, come appunto il bacino del Mediterraneo.

 

Utilizzo commerciale

Molte specie di api solitarie sono efficienti impollinatori; ad esempio i megachilidi del genere Osmia, noti anche come “api dei frutteti”, sono più efficaci delle api mellifere nell’impollinazione degli alberi da frutto. Ad oggi, tuttavia, solo poche specie vengono allevate su scala commerciale per il servizio di impollinazione: Nomia melanderi, allevata negli USA e in Nuova Zelanda per l’impollinazione dell’erba medica;Osmia cornifrons, usata in Giappone e nell’est degli USA in meleti e mandorleti; Osmia lignaria, sperimentata nel Nord America per diverse colture da frutto, in particolare melo e albicocco. Altre specie di Megachilidi  vengono allevate in altri paesi per l’impollinazione (ad esempio Osmia cornuta in Italia), ma più che altro a scopo sperimentale, mentre un loro allevamento e utilizzo commerciale è ancora di là da venire. Ha riscosso invece un grande successo tra la popolazione l’introduzione di ricoveri artificiali per api solitarie nei giardini privati.